Argentina, trent’anni dopo
Domenica, Giugno 8th, 2008di
Alberto Toni
Non chiamatemi Pedro. Chiamatemi Nessuno, come Ulisse, il distruttore di mostri, colui che ha consumato la vita dietro un sogno di patria. (more…)
di
Alberto Toni
Non chiamatemi Pedro. Chiamatemi Nessuno, come Ulisse, il distruttore di mostri, colui che ha consumato la vita dietro un sogno di patria. (more…)
di
Carlo Maria Miele
Stanotte ho ucciso mia figlia per la sesta volta. Sempre allo stesso modo: aspetto che mia moglie si addormenti ed entro nella sua camera, le tolgo con delicatezza il cuscino da sotto al capo, stando attento a non svegliarla, e glielo premo senza troppa forza sul volto. (more…)
di
Federico Di Vita
“Entra, entra, ti stavo aspettando. Scusa i colori, sono molto forti, molto molto forti”.
La testa reclina sul braccio sinistro, il braccio posato sul tavolo, una maglia a righe. La fiamma dei capelli rossi a scomparire il viso, mi aspetta così, con un bicchiere. (more…)
di
Andrea Caterini
Caro Luca,
ho riletto il tuo libro, Ossessioni, una seconda volta. È stata una lettura veloce, come la prima, eppure diversa, come a lasciar compiere il principio di ripetizione che ha mosso i versi e la narrazione della tua opera. (more…)
di
Rocco Carbone
Per arrivare al Campo Boario dell’ex Mattatoio di Roma bisogna percorrere sino in fondo una lunga strada a ridosso del Monte dei Cocci e attraversare un arco dove stazionano normalmente gruppi di persone di varie etnie, nomadi, curdi, senegalesi che, in un modo o nell’altro hanno eletto a residenza quotidiana questo luogo dismesso nel centro di Roma, in un quartiere (Testaccio), sempre più ricco di ristoranti e locali cool, sempre più frequentato e costoso, insomma. (more…)
di
Raffaella D’Elia
Due schegge, una in testa grande come una lenticchia che si muove formicolante e inarrestabile – forse anche per l’impossibilità di rimuoverla senza il rischio di una paresi facciale perché situata in un luogo troppo delicato –, sfregando contro i lembi, le vene, la materia molle, quella dura, investendo in una corsa impazzita tessuti e ossa, arterie e vasi, fino a taglieggiare con le sue estremità i punti di vista, le bisettrici, i panorami che affiorano davanti gli occhi. (more…)
di
Andrea Caterini
Pare ci sia una patina di ceralacca sull’asfalto sotto casa, inumidito da una grigia bava di foschia. Di là dalla rete, la fabbrica spruzza fumo nero. C’era un campo di là, me lo ricordo che ero ragazzino, con le dita a stringere la ringhiera del balcone e guardare giù (more…)
di
Gabriele Caprioli
sue-giù
credits: Sandro Bondi, Adidas, NASA, Sephora, Novi, Intimissimi
sto scopando la commessa del negozio di orologi, quella con le scarpe alte color crema
ho un cancro che mi mangia il cervello giorno dopo giorno e mi sta riducendo ad un simpatizzante di Sandro Bondi
è Venerdì di Quaresima e il Centro Commerciale ha organizzato una Via Crucis per tutti i negozi (more…)
Abbiamo scelto il racconto che chiude Ossessioni di Luca Colafrancesco per salutarvi fino a settembre. Nessuno meglio di lui sintetizza l’intento che fin dalla nascita “(il) Crise” si è prefissato. La tradizione contenuta nel corpo dei significati, in una scrittura che è sempre se stessa e allo stesso tempo altra. La forza della lingua, in questo racconto, è un depresso allegretto che non lascia vuoti tra e nelle cose ma racchiude tutto in un unico abbraccio, un unico sogno che si ripete ogni volta nuovo.
Consigliamo, vista la lunghezza del testo, di scaricarlo.
Ringraziamo coloro che hanno gentilmente concesso il loro contributo affinché la rivista potesse continuare a vivere e quelli che fino ad ora ci hanno seguito, nella speranza che a settembre siano ancora qui a lavorare con noi.
La Redazione
————–
di
Luca Colafrancesco
MUSICA EPICA
Una volta scrivevo delle storie
prima dicevo c’era come tutti.
C’era una volta e andavo fino in fondo
fino a quando la storia non finiva
ma come dire c’era se c’è ancora? (more…)
di
Paolo Sortino
Brucia, brucia la Cutty Sark come reattori nucleari mentre frange d’arte armata installano giardini silenziosi dentro e fuori le stanze, le strade, e dentro a ogni altra occasione. Passano tutto il tempo a occupare tutto lo spazio. (more…)
di
Massimo Sannelli
con pochi altri, Tondelli giustifica inferno purgatorio paradiso: nella sua opera e in pieno Novecento finale – Tondelli appagava la tua idea antica: il suo decennio di lavoro riassume e riscrive la Commedia per eccellenza (more…)
di
Alberto Toni
Sono le 11 PM. Oggi è stato un giorno come un altro, l’odio ci schiaccia e abbiamo paura. Approfitto di questo momento che sono sola per scrivere. Il mio blog diventa sempre più un piccolo faro che illumina la mia vita. (more…)
di
Massimo Sannelli
la compulsione ha schiacciato tutti i pezzi di carta, i grumi accumulati, e lava le mani; evita bene uno, per lo schifo; così evita tutti, in una tenda piena di libri – una stanza. e di sera lo schivato scompare. (more…)
traduzione di
Massimo Sannelli
Chi ti guarda dice ti (ottobre 1997)
Ordinare senza riposo, vedere l’altro che dice guarda dice ti, è vero, dire ancora che l’uno torna come ti allontana, te. Vero, sì, dire ancora l’altro che dice guarda dice ti. (more…)
di
Patrizia Bianchi
Tutti i suoni sono simili, come le stesse facce, costruite in laboratorio. Il sorriso plastico è stato rifatto alla perfezione. (more…)