Una poesia

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Natività 1996-2008
Opera di Giuseppe Bordoni

di
Paola D’Agnese

Parole avvolte
in un sudario

Altre nate già morte.

L’asse verticale
della dimenticanza

materiale infiammabile.

Rompere
In caso di incendio

E’ pericoloso
Sporgersi dal finestrino

Non superate
La linea gialla

Sparite.

Un Commento a “Una poesia”

  1. arnaldocuccu@yahoo.it ha scritto:

    Se mi è consentito dire,
    prima ch’io parta per
    un lungo viaggio,
    facendomi coraggio…

    senza sapere il giorno
    del ritorno tra i viventi.
    che m’hanno conosciuto
    e sanno di me ogni gesto

    seppure il più modesto…
    Pur se me lo permettete
    non parlerò, non dirò niente.
    Tante le parole. A cosa servono

    se nessuno le ascolta
    o fraintende? Il mio dire, le mie intenzioni
    durante il tragitto che faremo insieme
    quando giungerà la serena sera attesa.

    E se nella notte, nel buio della tua stanza,
    udrai una voce, no, non sarà mia.
    Sarà quella della solitudine, dell’incanto,
    della poesia che mai muore perchè
    è dentro te. Mia mente, mio corpo, mio tutto.

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Rivista culturale fondata a Roma nel gennaio 2007 da Andrea Caterini, Riccardo Lacchè e Paolo Sortino. Redazione: Via del Corso, 530 - 00136 Roma c/o La Nuova Pesa * ISSN 1970-2248