Laissez-passer per il mio dolore

modigliani-nudo.JPG

di
Patrizia Franzo

Laissez-passer per il mio dolore
di granchio nascosto nella sabbia
leccartelo a lungo
e poi sputare
insozzarmi la faccia
e il collo
pronta per la fortoricordo

Quello che non sapevi
con le mie labbra sugose
l’avrai capito
rovistando tra le cosce porpora e fumo
e qualche bel discorso
tra Barthes e Lacan
del tipo
voglio mettertelo in culo

lasciarti e poi riprenderti
il lento ondeggiare
dell’amore
in piedi
una bugia
e tutto si rimette in moto
com’è duro
come sei bravo
e gocciolare
così …
tanto per fare.

6 Commenti a “Laissez-passer per il mio dolore”

  1. Nadia ha scritto:

    non ho mai letto nulla di più crudo, nulla di così secco - più che diretto.
    non so cosa pensare, dico davvero. N.

  2. giorgio fontana ha scritto:

    molto bello. ma avrei tolto i puntini nel penutlimo verso e messo un punto.

    g

  3. Carla ha scritto:

    Audace, solitaria, secca (è vero), ma anche lancinante.
    Ti lascia in bocca il sapore dell’uomo e di certe camere vuote di amanti. Viene da piangere non poco. Viene da ridere quando “tutto si rimette in moto” e ricomincia la lunga, affollata commedia solitaria della donna che vive.

    Con molto affetto.
    -Carla-

  4. P ha scritto:

    ma perche’ l’avete pubblicata?

  5. luca ha scritto:

    patrizia ti adoro…ma tanto tanto

  6. Paola ha scritto:

    La mia Ma(I)donna.
    E madre
    maestra
    che battezza nel nome del siero santo.
    Ti adoro Patti.

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Rivista culturale fondata a Roma nel gennaio 2007 da Andrea Caterini, Riccardo Lacchè e Paolo Sortino. Redazione: Via del Corso, 530 - 00136 Roma c/o La Nuova Pesa * ISSN 1970-2248