Laissez-passer per il mio dolore
di
Patrizia Franzo
Laissez-passer per il mio dolore
di granchio nascosto nella sabbia
leccartelo a lungo
e poi sputare
insozzarmi la faccia
e il collo
pronta per la fortoricordo
Quello che non sapevi
con le mie labbra sugose
l’avrai capito
rovistando tra le cosce porpora e fumo
e qualche bel discorso
tra Barthes e Lacan
del tipo
voglio mettertelo in culo
lasciarti e poi riprenderti
il lento ondeggiare
dell’amore
in piedi
una bugia
e tutto si rimette in moto
com’è duro
come sei bravo
e gocciolare
così …
tanto per fare.

Maggio 8th, 2008 at 10:10 pm
non ho mai letto nulla di più crudo, nulla di così secco - più che diretto.
non so cosa pensare, dico davvero. N.
Maggio 8th, 2008 at 11:20 pm
molto bello. ma avrei tolto i puntini nel penutlimo verso e messo un punto.
g
Maggio 9th, 2008 at 1:09 pm
Audace, solitaria, secca (è vero), ma anche lancinante.
Ti lascia in bocca il sapore dell’uomo e di certe camere vuote di amanti. Viene da piangere non poco. Viene da ridere quando “tutto si rimette in moto” e ricomincia la lunga, affollata commedia solitaria della donna che vive.
Con molto affetto.
-Carla-
Maggio 10th, 2008 at 12:58 pm
ma perche’ l’avete pubblicata?
Maggio 10th, 2008 at 2:51 pm
patrizia ti adoro…ma tanto tanto
Maggio 11th, 2008 at 10:21 pm
La mia Ma(I)donna.
E madre
maestra
che battezza nel nome del siero santo.
Ti adoro Patti.